Prosecco, il Times si preoccupa del boom e invita gli inglesi a bere inglese

E’ l’ultima puntata della «proseccheide». Quell’amore della Gran Bretagna per il nostro vino e il bacio di Dracula del quotidiano.

Gli americani ricchi lo degustano, i francesi anticonformisti lo sorseggiano, in Inghilterra lo bevono, lo mangiano, lo annusano e lo usano anche per lavarsi, perché una saponetta sparkling ci sarà di sicuro in qualche scaffale di Tesco. Bulimici di Prosecco, gli inglesi lo amano sempre di più e tra qualche giorno, c’è da giurarci, stapperanno centinaia di migliaia di bottiglie con il Christmas pudding.

Non li ha lasciati indifferenti quindi l’intera pagina tre del Times di ieri […] un’inchiesta sui guasti che la coltivazione intensiva del Prosecco causerebbe all’ambiente veneto.

«La sete di Prosecco lascia l’amaro in bocca» è il senso del titolo del Times e nel lungo pezzo – corredato da filari e dall’immancabile bionda col bicchiere in mano – l’inviato al «Montello» Tom Kington fa un quadro sostanzialmente in chiave ecologista, sentendo attivisti del Wwf, ambientalisti, il consigliere democratico Zanoni ed Enrico Moro che nel suo sito si definisce «Green marketing & green art director». In pratica la tesi del Times è questa: attenzione, inglesi, che la vostra sete di Prosecco sta distruggendo colline, modificando il paesaggio rurale, cancellando specie animali, insomma sta provocando un ribaltone ambientale a due passi da Venezia (per non dire dei pesticidi, del cancro e di tutto ciò che la puntata di Report porta ancora in dono).

[…] il tutto nei giorni in cui in Veneto arrivano le prime multe contro il falso Prosecco nel nome di una «tolleranza zero» che deve partire dalla terra d’origine per arrivare poi alle bizzarrie delle spine nei pub inglesi o tra gli scaffali dei supermercati londinesi, che offrono chips al gusto frizzante delle nostre bollicine. […] Dietro al bacio c’è l’ombra di Dracula: ma lo sapete, cari inglesi – scrive il quotidiano britannico – che ci sono ottimi bianchi anche tra Kent e Sussex? Noi, per esempio non lo sapevamo e abbiamo dovuto googlare: Wrotham Pinot, Seyval bianco, Siegerrebe e Huxelrebe. Che ha pure le bollicine.

Leggi l’articolo completo del Corriere del Veneto al seguente link: La sete di Prosecco lascia l’amaro in bocca